(Carina questa cosa delle fiabe, mi piacerebbe provare, magari non servirà a niente, ma mi sembra carina). Così ho iniziato. Appuntamento in un posto grazioso, belle facce intorno, qualche convenevole e via.
(Strano però, questo lavoro con le fiabe, sembra lieve lieve, quasi un gioco, ma mi sento strana quando esco, e anche se non voglio ammetterlo, mi è cambiato qualcosa dentro, son cambiata io, in un modo così delicato che faccio fatica ad ammettere sia successo. Ho un lieve malessere dato dalla nuova condizione, come se il mio sentire si fosse cambiato un vestito logoro con uno nuovo, e non è ancora sicuro che gli piaccia).
Poi vado a casa e mi accorgo che questa cosa continua a lavorarmi dentro, anche se non faccio niente per pensarci. Lascio gli appunti in vista e non so neanche perché, e c’è qualcosa che mi spinge ad aprirli ogni tanto, e quel piccolo malessere mi torna. (Ma come mai questa sensazione di cambiamento, se sono andata solo a sentire delle favole?).
Poi un giorno mi si accende la lampadina, capisco da sola che è solo in apparenza un lavoro lieve, in verità mi scava dentro, va a toccare quei nodi dolenti che avevo nascosto con tanta cura per non soffrire più, ma che più stavano lì e più mi facevano male.
Quanta paura di volare dentro me stessa, quanta abitudine ai “no” della vita, l’ultimo il cancro.
Ho scoperto che ci sono due modi di soffrire: uno che ti avvita su te stessa e non ti porta da nessuna parte, e uno che ti fa crescere. E se scegli di crescere, capisci che non è così importante quanto tempo vivi, ma quanto vivi finché sei qui.
Ogni giorno diventa un regalo, ogni respiro diventa prezioso per la vita che si porta dietro. Non mi sono mai sentita tanto viva come quando avevo paura di morire. I medici non mi hanno dato molte possibilità di vita (NdR: tre anni ancora), ed è proprio per questo che non ne posso sprecare. Sono grata alla vita per ogni respiro che mi dà.
Le favole mi fanno entrare in un mondo di leggerezza, di accettazione, di determinazione, di riscatto. La voglia di vita mai sopita, le streghe potenti ma commiserevoli, le veglie notturne come attesa di un dono prezioso.
Sappi ottenere quel che ti meriti, sappi meritare quel che hai, fai tesoro degli ostacoli e delle avversità e falli diventare alleati di vita e, perché no, di morte.
Le fiabe tirano a galla i tuoi dolori perché se ne vadano gentilmente e non tornino mai più.
La guarigione non è non morire, la guarigione è far tesoro di tutto quello che arriva, arricchirsi anche degli ostacoli e farseli amici.
E se verrà presto l’ultimo respiro, sarà un respiro consapevole, vissuto in serenità e potenza, e questo sarà una vittoria, non una sconfitta. Le fiabe mi insegnano a pensare oltre me, a essere una testimonianza per chi di me si ricorderà, e il come dipende da me e dalla forza che metterò nei miei gesti, anche gli ultimi.
Diana, guida forestale
Cividale del Friuli UD, gennaio 2006

Stavo pigiando in modo sregolato la tastiera del mio portatile, quando, complice la "disattenzione" e la musica di sottofondo di Miles Davis - grande trombettista jazz, complice la sua "time after time", mi è capitato fra un tasto e l'altro di leggere la mia (mia?) favola-racconto.
Beh, non ci crederete, in un primo momento non mi sono riconosciuto in quello stravagante narratore...
Beh, non ci crederete, ma rileggendola, mi ha ritrasmesso una grande forza in me stesso.
Forza o determinazione che avevo un poco "annacquato" in questi mesi.
Beh, non ci crederete, ma, complice la canzone, complice la riscoperta della favola-racconto, mi è venuta la pelle d'oca man mano che leggevo quelle righe...
Righe scritte da chi, poi? Da un nuovo Roberto che avevo quasi dimenticato.
Beh, non ci crederete, ma ho deciso di stampare delle copie esclusivamente solo per me e di metterle nei luoghi che più frequento (ufficio, studio a casa ecc.).
Beh, non ci crederete, ma mi ha trasmesso un'energia enorme (e non voglio aggiungere altri aggettivi). Grazie.
Roberto Greatti, promotore finanziario
Corso Team Working ENAIP Udine, primavera 2005

Una delle amiche presenti alla festa mi ha ringraziata, dicendomi che è stato un momento magico.
E magico credo sia l'aggettivo che meglio rispetta l'atmosfera del tempo trascorso insieme, non solo nella serata conclusiva, ma durante tutti i mesi dell'atelier.
So che il percorso intrapreso insieme è solo un'altra delle strade che mi porteranno alla conoscenza di me stessa e del mondo che mi circonda.
Ora comunque ho la sicurezza di non essere sola: ci sono tante persone, così diverse eppure così simili, che condividono la mia necessità di entrare in contatto con le parti meno conosciute di noi.
Ora so che ci sono donne coraggiose, in grado di affrontare la vita, i cambiamenti e i dolori con un sorriso, con l'ironia, a volte con le lacrime, ma sempre con coraggio.
Ilaria, economista
San Giovanni al Nat. (UD), luglio 2005

Le fiabe ci sostengono e ci spingono verso la meta, quale?
Essere noi stessi. A dispetto del sesso, della razza, del conformismo e di tutto quello che ci soffoca, compreso gli affetti.
Come quando da bambina mia nonna mi raccontava le fiabe per dormire, anche oggi il tempo è volato...
E'stato un incontro molto piacevole e sereno.
Nell'introduzione ho raccolto: FIDUCIA.
Il racconto delle fiabe mi è piaciuto molto e mi ha emozionato tantissimo.
Ho fatto molta fatica, dopo la fine di una fiaba, ad ascoltarne subito un'altra. Avrei avuto bisogno di una pausa, i miei pensieri e sentimenti erano ancora là...
In qualche caso, durante quella pausa, avrei anche volentieri abbracciato la persona che ha raccontato la storia.
La cosa che più mi ha toccato stasera è stato il finale della seconda storia che è stata letta, quella di Hansen allievo mago, perché mi ha toccato il punto di me che mi sta chiamando, probabilmente da moltissimo tempo e che ultimamente si sta facendo sentire più forte.
La SEMPLICITA' della VERITA' e dei RAPPORTI che NASCONO da loro sono ciò a cui maggiormente anelo.
Tanta fiducia, sicurezza e voglia di continuare a cercare e sperimentare.
Questa serata è come una fiaba affascinanate che mi incuriosirebbe approfondire.
Le fiabe per me sono pillole di sempilce saggezza che ti aiutano a capire il mistero della vita.
Utilizzo anch'io nel mio cammino questo meraviglioso strumento che è la scrittura per sciogliere tensioni e comunicare in modo profondo, che il linguaggio e la presenza, spesso non ti consentono.
Questa serata mi ha riportato indietro di trent'anni...
Mi ha affascinato la DIVERSITA' delle storie lette: ognuna diversa per stile, trama, personaggi... che splendore l'unicità di ognuno!
L'ho vissuta come una spirale che lentamente dall'esterno penetrava sempre più in profondità fino ad arrivare al tempio.
Tante emozioni senza parole, ma lacrime.
Festa Atelier Scrittura Tarcento, aprile 2005

IL SILENZIO
E' così strano, / cercare il silenzio, / ma, il silenzio ti accorgi che non esiste.
Ti sarai chiesto mille e forse più volte / come e dove trovarlo / ma, non esiste / non puoi non sentire il battito del tuo cuore, / non puoi non sentire il fruscio tra foglie / accarezzate dal vento, / no, non esiste.
Il silenzio / si il silenzio / per amore, ma la tua carne freme / il respiro si affanna / il pensiero è inquieto / non parli ma fai rumore.
E' proprio così fa rumore / il silenzio / di chi soffre / lascia dentro un lamento / anche se soffuso ma fa rumore.
In silenzio / ascolto e non disturbo / ma dietro tanti volti che soffrono / non può non fare rumore una lacrima che cade a terra / in silenzio
Germano
Pordenone, aprile 2005

Il percorso che ho fatto nel mondo delle fiabe è stato molto prezioso perché ha risvegliato una parte di me che era in letargo.
Sento di aver ritrovato quegli occhiali dimenticati in un cassetto in soffitta tanto tempo fa.
Quasi per scherzo, ho provato a togliere quelli che porto ora - che sono belli, leggeri e per giunta firmati - ed ho inforcato questi - che esteticamente non sono il massimo e sono piuttosto pesanti.
Appena indossati ho visto tutto fosco tanto che sono stata tentata di disfarmene, questa volta per davvero: cosa me ne faccio di un paio di occhiali che mi fanno girare la testa?
In realtà, non erano gli occhiali ad essere sbagliati ma ero io a non essere più capace di vedere bene con quelle lenti.
E' bastato un piccolo atto di fede ed, improvvisamente, mi si è svelato davanti un mondo. Un mondo che c'era anche prima, ma che io non ero più abituata a vedere.
Quegli occhiali, ora, li porto sempre con me. Non posso più farne a meno perché sono al tempo stesso saggi e magici e mi aiutano a vederci chiaro nella vita di tutti i giorni.
Graziella
Pordenone, marzo 2005

E’ da un po’ che volevo ringraziare la splendida esperienza con le fiabe vissuta presso l’API di Udine, ma non volevo farlo prima di aver ricevuto la lettera dal BISOGNO e averlo fatto litigare con l’ostacolo. Non sapevo se avrei trovato il tempo per mettermi lì, a pensare a qualcosa, che si considera pur sempre non proprio “fondamentale”.
Devo dire che invece mi è bastato avvicinare un foglio bianco, anziché la solita tastiera, e la mano è partita da sola. Sembrava che stesse aspettando solo questo, ho dovuto ad un certo punto farla smettere...
E’ stata poi una bella soddisfazione capire che, per l’ostacolo, è davvero un’impresa ardua contraddire il BISOGNO, semmai c’è una lotta tra BISOGNI per chi deve realizzarsi per primo!
Lorenzo, imprenditore
Udine, maggio 2004

allora...non si comincia mai con allora.ma oggi me lo concedo.
ieri mi sono nutrita delle fiabe. ieri 8 marzo, 110 donne, neve, bufera di neve, freddo...quando arrivo al primo castello mi dicono che all'altro (del pomeriggio) non ci sarei potuta andare, in quanto senza luce e bufera di neve. le donne si lamentavano.non si poteva stare a casa? che freddo... sto congelando... in un attimo di perdita della bussola - piccolo però - ho pensato all'eroe che doveva liberare la principessa...la mia principessa era far contente 110 donne e dar loro tutto quanto promesso... mi sono detta cosa c'è qui vicino da vedere? il castello “el catajo”... ma come fare? ho ripensato all'infinito entro di me... l'ho quasi visto... ho rapito il custode del castello e ho detto "devo andare là" telefona alla titolare del castello era in grecia in spiaggia… dà riferimenti alla guida..guida ok ma non si trovava il custode... mezz'ora di attesa e pensavo alle fiabe... poi l'ok. fatta! pranzo ok+++, pomeriggio castello e poi la sorpresa che avevo in serbo, super hotel ad abano 5 stelle lusso... accolte come regine. suite-piscine-lusso avevo raggiunto la principessa... ci hanno pure offerto il buffet e 1 soggiorno ad estrazione…
tutte felici e io con i miei tacchetti alti, in hotel asciugati...stavo da dio. al ritorno bufera di neve… si inceppano i tergicristalli del pulmann, con la neve che si attacca ai vetri, vetri appannati, donnine "oh dio" autista che tira gli occhi e io che pulisco i vetri con fazzolettini i carta sorridendo e racconto barzellette... pulisco con il braccio acciaccato dall’incidente e ora non sento più ma va bene lo stesso... penso alle fiabe e dico è un'altra prova? ok affrontiamola. alla fine, tutte a fare applausi e chiedere il microfono per ringraziare… e l'autista: " se tra 30 anni non farai questo mestiere potrai fare la badessa in un convento, con la positività che ti ritrovi". arrivata a casa (alle 23.00!) non avevo un briciolo di stanchezza. cosa c'è sotto? forse la piera e le sue fiabe? di certo sì. perciò continua così che c'è tanto bisogno di te in giro
Pierina
Codroipo, marzo 2004


Il percorso "Vivere la Magia delle Fiabe" si sta rivelando un percorso di riappropriazione di me stessa: una Monica adulta acconsente a percorrere nuovamente il passato, ad acquisire contatto con me stessa bambina, accogliendo un mondo lontano, fatto di sogni poi sedimentati.
Affiora un universo, ripercorso con sguardo infantile, eppur adulto al tempo stesso, semplice ed immaginifico, assieme a tutta una mitologia, quella delle fiabe della tradizione. Così i desideri si riaccendono progressivamente tra vitalità spontanea e gioia.
Vedere con occhi di bambino conduce a capire, a introiettare il dolore con consapevolezza matura e recuperare i sogni, la capacità di creare e giocare, ad acquisire un'identità propria che irrompe con la forza di quanto è vivo ed esiste davvero. Emerge la dea bambina a cui devo la forza delle mie scelte. La Monica adulta ha incontrato la bambina felice che avevo dentro.
Il Seminario asseconda perfettamente il percorso di scoperta: è sognante, visuale, dona entusiasmo e apertura alla vita.
E queste vorrei fossero le tinte del futuro: "... farò quaderni a fiori, lascerò che il mio corpo giochi al piacere, costruirò castelli di parole, nuove capanne piene di biscotti, ballerò, farò in modo che il mio cuore torni bambino."
Monica
Milano, marzo 2004


Credo che il percorso intrapreso con le Fiabe possa essere una modalità valida ed affascinante per tenersi vivi, cioè sensibili, attenti, disponibili, capaci di uscire dai labirinti infiniti delle paure, stereotipi, rituali pietrificanti.
Molto però dipende dal nostro organo "ingabbiato" tra le costole, che quasi sempre è sotto anestesia generale: ossia dalla capacità del nostro cuore di aprirsi al nuovo, al meraviglioso, per tenersi vivi, sensibili, attenti, disponibili.
E' così che nasce e vive la creatività.
Monica
Milano, febbraio 2004

Sono una donna alla ricerca della sua Leggenda Personale e quando mi ha proposto una conferenza dal tema “Vivere la magia delle fiabe”, non ho esitato molto. Io stessa ho trascorso un anno, passando nelle scuole e nelle biblioteche, con lo scopo di incentivare e appassionare alla lettura delle fiabe i bambini dai quattro ai dieci anni.
Ho scoperto così, in una serata, che le fiabe tradizionali possono “curare” l’anima e promuovere in me nuove risoluzioni ai vecchi drammi esistenziali, rompendo vecchi schemi mentali.
Sono convinta che vi sia una bella differenza fra essere spettatori della propria vita, vedersela sfuggire dalle mani, piuttosto che essere consapevoli che in ogni istante abbiamo il potere di decidere come vogliamo essere: allegri o depressi, decisi o frustrati, consapevoli o ignari.
Spesso ho preferito lasciare agli altri, e alla loro influenza su di me, il potere di angosciarmi, giocando il ruolo della vittima con il suo carnefice. Attraverso le fiabe questo gioco di ruoli emerge, perché antico come il mondo, ma con una chiave di lettura che avevo dimenticato: il tutto è possibile. Poiché il Tutto è Una cosa sola, quando desidero qualcosa “tutto l’Universo cospira affinché io realizzi il mio desiderio” (P. Coelho).
Non si può negare che ciascun Essere vive le sue prove, i conflitti, il dolore, le scelte (che spesso paiono obbligate), ma è l’atteggiamento con cui ci disponiamo a sbrogliarli che è importante e fa la differenza. Noi siamo gli autori della nostra fiaba!
Piera ci fornisce l’occasione per sperimentare nuovamente il nostro Essere bambino, capace di sognare e di superare le paure che lo bloccano. Auguro a tutti la possibilità di riprendere la penna in mano per scrivere una nuova storia emozionante. A fata Piera un grazie infinito.
Stefania
Udine, novembre 2003

Nella mia vita è arrivato un evento inatteso, purtroppo non bello: la malattia.
Spesso mi sono chiesta se questa può essere l'occasione per mettere la mia personalità e la mia persona in discussione. Ogni giorno mi guardo allo specchio e vedo riflessa la mia immagina di ragazza fino all'altro giorno comune, ed ora assai diversa.
So di non essere sola in questo percorso, ma a volte credo che pochi riescano a capirmi.
IO VOGLIO che nel male possa nascondersi qualcosa di meraviglioso per me, una rinascita!
Voglio guardarmi allo spechio e dirmi: SONO GRANDE ED UNICA!
Sonia
CRO Pordenone, dicembre 2003

Come molti di noi, nessuno mi ha letto le fiabe quando ero piccola.
Le ho scoperte ora che la vita mi ha già insegnato qualcosa.
Penso al mio Re, a quello che voleva da me, a quante volte non l’ho ascoltato.
Penso a quanti orchi, streghe ho incontrato. A quanto mi sono sentita piccola, non amata, depressa. A quanto male mi sono fatta prima di aprire la porta del cuore, che fa entrare infinite possibilità.
Vissero felici e contenti… di ascoltare con fiducia il Re racchiuso in me, di andarmi incontro per conoscermi e perdonarmi.
Vissero felici e contenti… guardando la forza che c’è dentro di me, quando incontro streghe e orchi, che mi rende unica come un Eroe, coraggiosa, creativa, felice di chiedere provare e realizzare… la mia vita.
Luisa
Udine, maggio 2003

Il lavoro sulle fiabe al miniSUN mi è piaciuto molto. Ho ricevuto degli input importanti, dall'approccio al mondo del fantastico e dall'aprirsi di un nuovo orizzonte. Sono tornato a casa un po' diverso, parlando di fiabe a Silvia. Avevo già letto l’inizio del libro ma poi l'avevo lasciato da parte. Adesso l'ho già ripreso in mano e approfondirò. Mi piace la prospettiva di accedere al mondo del Tutto-Possibile e inventare, plasmare, elevare la mia vita alla luce delle più alte aspirazioni e sostenuto dalla forza delle fiabe. E mi affascina l'idea di ampliare la prospettiva, di vedere le cose che gli altri non vedono, di avvicinarmi all'essenza cambiando il punto di vista con elasticità.....("quante dita vedi?"...hai visto il film Patch Adams?).
Appena tornato a casa, subito sono andato da mio papà che ha molti libri e ne ho preso uno di Esopo e uno delle fiabe Italiane raccolte da Italo Calvino: ho deciso di fare dono ai miei figli di un padre che sa legger loro le fiabe, per crescere insieme. Avevo già capito che dai miei bimbi, molto più liberi e intuitivi di me, c’era tutto da imparare. E poi lo stupore e la fantasia mi sono piuttosto congeniali.
Insomma, se ce n'era bisogno, hai tutto il mio sostegno e la mia approvazione nel cammino che stai facendo per appropriarti dei segreti del mondo delle fate.
Un bacione.
Luca
Pordenone, maggio 2003

Ci siamo conosciute ieri sera all'incontro sulla magia delle fiabe e ...nostra!!! E' stato bello, un senso del meraviglioso..., anche tra noi una bella comunione..., insomma siamo stati bene! L'immagine che può dare pienamente l'idea è il tuo "aprire le braccia" come apertura e accoglienza al mondo, come i bambini! Non solo alle fiabe, ma al mondo intero e tu le stavi aprendo a noi e per noi... Mi è rimasta negli occhi e nel cuore! Un abbraccio, buon lavoro e buon tutto.
Carla
Cortina, aprile 2003


Successivamente al lavoro svolto nel ”Laboratorio Fiabe”, ho avuto la sensazione di riuscire ad osservare i problemi con leggerezza, con forza e coraggio. Rispetto al ”non ancora”, sento che c’è qualcosa dentro di me di nascosto, di non considerato. In alcuni momenti mi ritorna il pensiero del”non possibile” ed in questi momenti mi dico ”NO, io Credo” alle mie qualità nascoste, che mi aiutano a rivelare quello che per me è il ”tesoro della vita”!
Le fiabe sono il vaccino contro il negativo.
Ringrazio vivamente le fiabe, le mie compagne e chi mi ha aiutato a riscoprirle.
“ La notte porta le stelle……”
Patrizia
Udine, gennaio 2003